Virtus Sapientiae 

O virtù della Sapienza,

che volteggiante girasti intorno,

comprendendo ogni cosa

in una sola via, che è degna di vita,

avendo tre ali,

delle quali una vola in alto

e un’altra trasuda dalla terra

e la terza viene volando da ogni parte.

Lode a te sia, come a te si deve,

                        O Sapienza.                        

(Hildegard von Bingen)

 

La profondità della poesia di Hildegard von Bingen, qui riportata in una sua traduzione in italiano dall’originale latino, introduce magnificamente il programma che il Gruppo Vocale Cantemus presenta in collaborazione con l’organista Andrea Pedrazzini. La santa e monaca benedettina del dodicesimo secolo fu una figura affascinante ed essenziale nella storia della Chiesa cristiana, tanto da essere proclamata Dottoressa della Chiesa universale da Benedetto XVI nel 2004. Prima rappresentante della mistica cristiana, la sua opera è ancora oggi insostituibile nella teologia e nella musica - senza naturalmente dimenticare il suo impegno nella medicina e nella fitoterapia. 

 

Approcciare il termine virtù nella filosofia e nella cultura occidentali aprirebbe a discettazioni complesse e indubbiamente prolisse. Questo programma si limita a proporre una riflessione in musica su alcune sfaccettature che questo concetto della morale (dunque sempre altro a seconda del milieu culturale a cui si riferisce) può offrire. Per farlo è indicata sapienza e prontezza ad accogliere l’incontro con l’altro da sé, lasciandosi trasportare dall’ala che" vola in alto", da quella che "trasuda dalla terra" e dalla terza che "viene volando da ogni parte". 

 

Il brano attorno a cui ruota il programma è il Bergpredigt (il Discorso della Montagna) del compositore zughino Carl Rütti. Si tratta di una composizione della durata di circa trenta minuti per coro e organo, articolata in sette numeri musicali, che tuttavia si dispiegano in un respiro musicale unico. In un’operazione letteraria molto interessante, Rütti prende il testo evangelico di Luca e di Marco - gli unici evangelisti a riportare questo evento della vita di Gesù - e li giustappone, presentando dunque le due versioni in un confronto diretto e quasi “in simultanea”. La lingua scelta è il latino, a dispetto del titolo tedesco della composizione. A titolo d’esempio, il coro canta nelle sue prime battute:

 

"Beati pauperes, quia vestrum est regnum Dei (Luca), quoniam ipsorum est regnum caelorum, Beati pauperes spiritu" (Matteo).

 

Già da questo piccolo esempio si evince la sottigliezza dell’operazione, che fa apprezzare le diverse sfumature per cui optano i due evangelisti - si notino i poveri (in assoluto, quindi come condizione economica?) di Luca e i poveri in spirito di Matteo. 

 

La scrittura musicale di Rütti è molto aderente al testo, quasi a voler sottolineare con i colori della musica il quadro offerto dal testo. Si va dunque da sonorità molto distese e armonie molto luminose del testo dei Beati a sezioni più graffianti con una scrittura organistica irrequieta e dinamiche accese sugli ammonimenti Vae - in italiano: "Guai a voi che siete ricchi, perché avete già ricevuto la vostra consolazione" (…). Il coro e l’organo si prodigano in un dialogo avvincente per tutta la durata della composizione, senza che l’uno sopraffaccia in alcun modo l’altro. Una sorta di “compensazione” dell’introduzione organistica è offerta dal quarto numero musicale, che Rütti riserva al coro. La sua parte è ben scritta e offre, nella sua struttura a otto voci, sfide e possibilità espressive accattivanti e spesso teatrali. 

 

A quello che si potrebbe quasi definire il manifesto programmatico delle virtù cristologiche, il Gruppo Vocale Cantemus affianca una composizione antecedente di 4 secoli ad opera del genio franco-fiammingo di Josquin Desprez. Come molte sue composizioni, Inviolata integra et casta es è a cinque voci. È articolata in tre parti e sarà eseguita senza l’accompagnamento dell’organo. Il tema della virtù si fa in questo caso decisamente intricato e delicato (almeno tanto quanto intricato e delicato è il contrappunto di cui il brano è composto), una grande sfida all’uomo d’oggi: la virtù della verginità. In questo caso quella di Maria: la sola che, Inviolata, può intercedere nella preghiera verso Dio. Possibile suggerimento di non secondaria importanza è l’appartenenza della verginità a molte culture e religioni - anche pagane, che si impone dunque come proposta morale ben al di là del mondo cristiano. 

 

Il romanticismo ci ha fatto convinti che la musica sia l’arte dell’ineffabile. Sull’onda di questa visione, il programma si completa con l’incarnazione della virtù musicale, il solo e unico compositore che indiscusso è stato nei secoli ed è tuttora preso a riferimento - quasi a "Dottore della Musica universale" - quale è Johann Sebastian Bach. Cronologicamente si colloca a metà tra Desprez e Rütti, a fulcro simbolico di tutto il programma e Andrea Pedrazzini ne presenta vari brani per organo.

 

Ulteriore particolarità del programma è la sua esecuzione senza soluzione di continuità: una sorta di grande opera durchkomponiert, basata sul continuo dialogo tra coro e organo. 

 

Organista

Andrea Pedrazzini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Andrea Pedrazzini, nato a Bellinzona nel 1992, inizia lo studio del pianoforte presso l’Accademia Vivaldi di Locarno all’età di sei anni con Francesca Rivabene e poi con il maestro Michele Fedrigotti.

Durante gli studi liceali scientifici, prosegue lo studio dello strumento con il maestro Leonardo Leonardi e della teoria con il maestro Sergio Bianchi sostenendo quale privatista presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano gli esami teorici e strumentali. Nel 2012, dopo la maturità scientifica, si diploma in pianoforte presso il Conservatorio di Brescia "Luca Marenzio" all’età di 19 anni.

La passione per l’organo nasce invece a nove anni, quando, da autodidatta, Andrea inizia ad accompagnare le celebrazioni liturgiche presso il Santuario della Madonna del Sasso di Orselina. A settembre 2017 inizia un percorso di studio e perfezionamento presso il Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano con il maestro Stefano Molardi che ha concluso lo scorso giugno ottenendo il Master in Performance.

Nel corso degli anni ha suonato, oltre che come organista e pianista solista, anche con gruppi da camera e orchestre in diverse rassegne concertistiche in Svizzera e in Italia. Ha suonato e collaborato con varie formazioni vocali sia in esibizioni concertistiche che in incisioni discografiche.

L’approccio a strumenti musicali più recenti come l’organo Hammond o i sintetizzatori lo spinge negli ultimi anni ad esplorare nuovi generi musicali, tra i quali il jazz e il rock. La ricerca di nuove sonorità lo ha portato ad esibirsi in manifestazioni concertistiche e a partecipare alla registrazione di album ed EP.

Organista presso la Collegiata di Locarno, nel 2014 ha collaborato alla realizzazione del progetto di restauro e ampliamento dell'organo della Parrocchiale di Brione s. Minusio del quale è pure organista. Su questo strumento organizza, quale direttore artistico dell’Associazione Amici dell’Organo di Locarno, concerti di elevato valore artistico ospitando di anno in anno importanti concertisti internazionali.

All’attività formativa affianca quella professionale come contabile federale diplomato e docente di musica presso il Liceo cantonale di Lugano 2, dove è anche direttore del coro e dell'orchestra.

Compositore del "Bergpredigt"

Carl Rütti

 

Carl Rütti è un compositore, organista e pianista svizzero nato a Friburgo nel 1949 e cresciuto a Zugo. Studia pianoforte e organo al Conservatorio di Zurigo per poi perfezionarsi a Londra. Sarà grazie all'incontro con il canto corale inglese che Rütti si avvicinerà alla composizione per cori. Tre la altre, le sue composizioni corali sono state eseguite e apprezzate a livello internazionale: nel 1981 i suoi Rilke-Motetten a 10 voci a cappella sono stati trasmessi dalla BBC interpretati dai BBC Singers di Londra. Oltre che da cori svizzeri (Lucerna, Zugo, Basilea, Zurigo,...) le sue composizioni corali vengono eseguite da cori internazionali, tra i quali si contano The Bach Choir (Londra), Cambridge Voices, King's College Choir Cambridge, Kammerchor Stuttgart, Mon Choeur (Indianapolis), St. Louis Chamber Choir, San Francisco Symphony Chorus, e tanti altri.

Per un approfondimento potete visitare il suo sito                                        

Gruppo Vocale Cantemus
Casella postale  31
CH- 6934 Bioggio (CH)

e-mail: cantemus79@gmail.com
www.cantemus.ch

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